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Roma è una città unica, con una storia senza pari nel mondo, è può essere considerata a pieno titolo culla della civiltà (“Roma Caput Mundi”). Una città dai mille volti e centro della cristianità, Roma è anche spensierata, come i suoi abitanti, con il loro tipico dialetto.

Il dialetto romanesco, oltre a essere uno dei più noti del nostro paese, è anche uno dei più divertenti e scanzonati. Dialetto nel quale sono nati tantissimi modi di dire popolari, detti e proverbi dalle sfumature sempre ironiche. Quella che segue è una selezione dei migliori Detti e Proverbi Romani e Romaneschi, con traduzione in italiano del loro significato, che presentano una fotografia di tradizioni e pensieri della città di Roma.

Massime, Detti e Proverbi Romani e Romaneschi (con significato)

Chi tte fa più de mamma, o tte finge o tt’inganna.

Chi fa più di tua madre, o finge o ti frega.

In sta vale de lacrime, quarcuno ce piagne bene.

In questa valle di lacrime, qualcuno ci piange bene [C’è chi trae beneficio anche dalle cose più brutte].

Vedé e nun toccà è ‘na cosa da crepà.

Vedere e non toccare è un po’ come crepare.

A chi tocca nun se ‘ngrugna.

A chi tocca, tocca. Non serve prendersela.

proverbi romani chi tocca nun se ngrugna non te la prendere

Er bisogno fa ffa’ dde tutto.

Il bisogno fa fare ogni cosa.

Er più pulito cià ‘a rogna.

Siamo tutti dei peccatori.

Er monno l’aregge Iddio, la croce l’areggo io.

Il mondo lo regge Dio, la croce la porto io.

Acqua passata nun macina più.

Le cose passate non tornano indietro.

Troppi galli a cantà, nun se fa mai giorno.

Quando parlano in troppo, non si passa mai i fatti.

Daje e daje pure li piccioni se fanno quaie.

Prova e riprova anche i piccioni possono diventare quaglie [Mai arrendersi].

Mejo dolor de bborsa che ddolor dde core.

È meglio avere problemi di soldi che d’amore.

Chi a Roma vvò gode s’ha da ffa frate.

Chi si vuole divertire a Roma deve farsi prete.

Omo de panza, omo de sostanza.

Uomo robusto, uomo forte [La pancia è vista come simbolo di buona salute].

Roma è santa, ma er su popolo boja.

Roma è una città santa, ma non il suo popolo.

Su li gusti nun ce se sputa.

I gusti non si discutono.

Ogni maravija dura tre giorni.

Ogni meraviglia dura tre giorni [Dopo un po’ anche le cose più belle stancano].

Tutte le strade porteno a Roma.

Tutte le strade portano a Roma [Roma è al centro di tutto].

Pe’ cconsolasse abbasta guardasse addietro.

Per consolarsi basta guardare chi sta paggio di noi.

Si Roma c’avesse er porto Napoli sarebbe ‘n orto.

Se a Roma ci fosse il porto, Napoli non esisterebbe.

Quanno er diavolo te lecca è sségno che vvo’ l’anima.

Quanto il diavolo ti accarezza è segno che vuole l’anima [Mai fidarsi di chi è troppo gentile].

Male nun fa, paura nun avé.

Chi non fa del male non ha nulla da temere.

Se stava mejo quanno se stava peggio.

Si stava meglio quando si stava peggio [Le novità non sempre portano ad un miglioramento].

Piscia a lletto e ddice ch’ha ssudato.

Fare la pipì a letto e dire che è sudore.

Morto ‘n papa se ne fa un antro.

Morto un Papa se ne fa un altro [Nessuno è indispensabile].

Er core nun se sbaja.

Il cuore non si sbaglia.

Voi fatte ama’? Fatte sospirà.

Se vuoi farti amare, fatti desiderare.

Sparagna, sparagna, arriva er gatto e se lo magna.

Risparmia, risparmia che arriva il gatto e se lo mangia.

La donna è come la castagna: bella de fora e drento la magagna.

La donna è come la castagna: bella di fuori, ma con con dei difetti dentro.

Li mejo bocconi sò der coco.

I bocconi migliori sono del cuoco.

Chi intigna, se la sbigna, chi scommette ciarimette.

Chi si ostina la spunta, chi scommette ci rimette.

Sacco voto nun s’aregge dritto.

Sacco vuoto non rimane in piedi [Il contenuto è importante].

Panza piena, nun pensa a panza vota.

Il sazio non crede al digiuno.

Se er vino nu lo reggi, l’uva magnatela a chicchi.

Non fare ciò che non puoi permetterti.

Chi nun lavora va in malora, ma chi lavora pure ce va, dunque è mejo nun lavorà.

Chi non lavora va in malora, ma ci va anche chi lavora, quindi meglio non lavorare.

A Roma Iddio nun è trino, ma quattrino.

A Roma il Dio non è la trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo), ma i soldi.

Accosta er pane ar dente che la fame s’arisente.

L’appetito vien mangiando.

Mejo esse’ amato che ttemuto.

È meglio essere amati che temuti.

Er pane de casa stufa.

Il pane di casa stanca [Le abitudini annoiano].

Sinistra e destra è tutta ‘na minestra.

Sinistra e destra sono la stessa cosa.

Quello che nun strozza ‘ngrassa.

Ciò che non uccide, rende più forte.

Li parenti der Papa, deventeno presto cardinali.

I parenti del Papa diventano presto cardinali.

Chi sparte c’ha la mejo parte.

Chi divide si prende la parte migliore.

Nun se buggera er cantaro.

Non si truffa l’imbroglione.

Quanno te dice male mozzicheno pure ‘e pecore.

Quando le cose vanno male anche le pecore mordono.

Er monno è ffatto a scarpette, chi se le caccia e chi se le mette.

Il mondo è come le scarpe, chi le toglie e chi le calza [La ruota della fortuna gira].

Er gobbo vede la gobba dell’antri gobbi, ma nun riesce a trovasse la sua.

Vediamo i difetti degli altri, ma non i nostri.

Piove o nun piove er Papa magna.

Qualsiasi cosa accada, chi sta bene se la cava.

Mejo faccia tosta, che panza moscia.

Meglio fare la faccia tosta che avere la pancia vuota.

‘Ndove c’è gusto nun c’è perdenza.

Dove c’è piacere non si ha che da guadagnarci.

Cor contento, lingua ar vento.

Spesso quando si è di buon umore si parla troppo.