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Le poesie d’amore, sono forse le più belle e famose. Cosa c’è di più bello, che dedicare una bella poesia d’amore alla nostra anima gemella? Spesso sono proprio i gesti come questo, dolci e spontanei, a fare la differenza in un rapporto di coppia.

Con questa raccolta scopriamo insieme le più belle poesie d’amore. Dediche romantiche e appassionate, per la persona speciale che fa battere il nostro cuore. Ecco 40 poesie d’amore (brevi).

Poesie d’Amore

Che sia l’amore tutto ciò che esiste
(Emily Dickinson)

Che sia l’amore tutto ciò che esiste è ciò che noi sappiamo dell’amore; e può bastare che il suo peso sia uguale al solco che lascia nel cuore.

Facciamo così
(Caio Valerio Catullo)

Se il mio bacio t’offende, se ti sembra un castigo, puniscimi anche tu: rendimi il bacio!

Malattia d’amore
(Archiloco)

Giaccio in preda all’amore, disperato, senza respiro, da dolori atroci per volontà divina trafitto nelle ossa.

Rapita
(Saffo)

Rapita nello specchio dei tuoi occhi respiro il tuo respiro. E vivo…

Ho bisogno di sentimenti
(Alda Merini)

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia.

Questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.

Se io potrò impedire
(Emily Dickinson)

Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano.
Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.

Odio e amo (Carme 85)
(Catullo)

Odio e amo.
Perché lo faccia, ti chiedi forse.
Non lo so, ma sento che succede e mi tormento.

Se tardi a trovarmi, insisti
(Walt Whitman)

Se tardi a trovarmi, insisti. Se non ci sono in nessun posto, cerca in un altro, perché io sono seduto da qualche parte, ad aspettare te… e se non mi trovi più, in fondo ai tuoi occhi, allora vuol dire che sono dentro di te.

Tre fiammiferi accesi
(Jacques Prévert)

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.

Dammi la tua mano
(Leo Delibes)

Dammi la tua mano… Vedi? Adesso tutto pesa la metà…

L’amore è una rosa
(Charles Baudelaire)

L’amore è una rosa, ogni petalo un’illusione, ogni spina una realtà.

Se ti guardo negli occhi
(Heinrich Heine)

Se ti guardo negli occhi, svanisce ogni mia pena, ogni tormento; se ti bacio la bocca, perfettamente sano ecco divento. Se mi appoggio al tuo seno, discende in me come un divino incanto; ma se mi dici: “Io t’amo”, frenar non posso, ahimè, l’amaro pianto.

Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo
(Gaio Valerio Catullo)

Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille,
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto.

È già esangue la luna
(Saffo)

È già esangue la luna, e le Pleiadi son diventate nell’albore pallide. Già metà della notte è fuggita. Già la mia giovinezza m’abbandona. Ed ora sono, nel mio letto, sola.

Sonetto XVII
(Pablo Neruda)

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Desiderio
(Samuel Taylor Coleridge)

Laddove l’amore vero arde il desiderio è la pura fiamma dell’amore; È il riflesso della nostra corporatura terrena, Che trae il suo significato dalla più nobile parte, E traduce solo il linguaggio del cuore.

Lascia il tuo cuore
(Rabindranath Tagore)

Lascia il tuo cuore scoppiare finalmente, cedi, gemma, cedi. Lo spirito della fioritura s’è abbattuto su di te. Puoi rimanere ancora bocciolo?

Vita de la mia vita
(Torquato Tasso)

Vita de la mia vita, tu mi somigli pallidetta oliva o rosa scolorita; né di beltà sei priva, ma in ogni aspetto tu mi sei gradita, o lusinghiera o schiva; e se mi segui o fuggi soavemente mi consumi e struggi.

Smarrimento
(Archiloco)

Tale voglia d’amore, abbarbicandosi al di sotto del cuore, mi versò fitta nebbia sugli occhi e, come un ladro, strappò dal petto l’anima indifesa.

All’amata
(William Shakespeare)

Se leggi questi versi, dimentica la mano che li scrisse: t’amo a tal punto che non vorrei restar nei tuoi dolci pensieri, se il pensare a me ti facesse soffrire.

Ammore perduto
(Totò)

Ammore perduto, ì t’ero truvato, nun aggio saputo tenerte cu mme. Ammore perduto m’ha ditto stu core, ca tard ha saputo tu ch’ire pe mmè.

Il verbo amare
(Jean Cocteau)

Il verbo amare è davvero di difficile coniugazione: il suo passato non è prossimo, il suo presente non è indicativo e il suo futuro non è un condizionale.

Amo in te
(Nazim Hikmet)

Amo in te
l’avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l’impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l’impossibile
ma non la disperazione.

Chi è amato non conosce morte
(Emily Dickinson)

Chi è amato non conosce morte, perché l’amore è immortalità, o meglio, è sostanza divina. Chi ama non conosce morte, perché l’amore fa rinascere la vita nella divinità.

Fidati del tuo cuore
(Edward Estlin Cummings)

Fidati del tuo cuore se il mare prende fuoco (e vivi per amore anche se le stelle camminano all’indietro)

Inno alla bellezza
(Charles Baudelaire)

Vieni dal cielo profondo o esci dall’abisso,
Bellezza? Il tuo sguardo, divino e infernale,
dispensa alla rinfusa il sollievo e il crimine,
ed in questo puoi essere paragonata al vino.

Racchiudi nel tuo occhio il tramonto e l’aurora;
profumi l’aria come una sera tempestosa;
i tuoi baci sono un filtro e la tua bocca un’anfora
che fanno vile l’eroe e il bimbo coraggioso.

Esci dal nero baratro o discendi dagli astri?
Il Destino irretito segue la tua gonna
come un cane; semini a caso gioia e disastri,
e governi ogni cosa e di nulla rispondi.

Cammini sui cadaveri, o Bellezza, schernendoli,
dei tuoi gioielli l’Orrore non è il meno attraente,
l’Assassinio, in mezzo ai tuoi più cari ciondoli
sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.

Verso di te, candela, la falena abbagliata
crepita e arde dicendo: Benedetta la fiamma!
L’innamorato ansante piegato sull’amata
pare un moribondo che accarezza la tomba.

Che tu venga dal cielo o dall’inferno, che importa,
Bellezza! Mostro enorme, spaventoso, ingenuo!
Se i tuoi occhi, il sorriso, il piede m’aprono la porta
di un Infinito che amo e che non ho mai conosciuto?

Da Satana o da Dio, che importa? Angelo o Sirena,
tu ci rendi -fata dagli occhi di velluto,
ritmo, profumo, luce, mia unica regina!
L’universo meno odioso, meno pesante il minuto?

Crudele fabbro
(Anacreonte)

Crudele fabbro, Amore, mi ha scagliato l’ascia, di nuovo, e mi ha tuffato in un torrente gelido. E io amo e non amo, e più non so se la mia mente è mia o non sono più in me.

Per noi
(Vladimir Vladimirovič Majakovskij)

L’amore non è paradiso terrestre, a noi l’amore annunzia ronzando che di nuovo è stato messo in marcia il motore raffreddato del cuore.

Il futuro
(Julio Cortázar)

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all’angolo della strada mi fermerò,
a quell’angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
né la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

Timido inizio
(Aleksàndr Puškin)

Un “voi” vuoto con un “tu” caloroso scambiava lei nel parlarmi e suscitava nel cuore innamorato i più bei sogni di felicità. Davanti a lei sto in silenzio di distogliere gli occhi non ho forza e le dico: “come siete cara” e penso “come ti amo”.

Alicante
(Jacques Prévert)

Un’arancia sulla tavola il tuo vestito sul tappeto e nel mio letto tu dolce presente del presente freschezza della notte calore della mia vita.

Talvolta con il cuore
(Emily Dickinson)

Talvolta con il cuore
Raramente con l’anima
Ancora meno con la forza
Pochi – amano davvero.

A due a due
(Paul Éluard)

Non andremo più alla meta a uno a uno ma a due a due. Conoscendoci a due a due noi ci conosceremo tutti, noi ci ameremo tutti e i nostri figli rideranno della leggenda nera dove piange un solitario.

I ragazzi che si amano
(Jacques Prevert)

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è soltanto la loro ombra
Che trema nel buio
Suscitando la rabbia dei passanti

La loro rabbia il loro disprezzo i loro risolini
la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Loro sono altrove ben più lontano della notte
Ben più in alto del sole
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

Quando Dio creò l’amore
(Charles Bukowski)

Quando Dio creò l’amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l’odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra

Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo

Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.

Segui l’amore
(Khalil Gibran)

L’amore non dà nulla fuorché sé stesso
e non coglie nulla se non da sé stesso.
L’amore non possiede,
né vorrebbe essere posseduto
poiché l’amore basta a all’amore.

Come violento sui monti
(Saffo)

Come violento sui monti scuote le querce il vento, così Amore ha travolto l’anima mia, la ragione.

E dalla tua dipende la mia vita
(Johann Wolfgang Goethe)

Sarei già andato davvero lontano, Tanto lontano quanto è grande il mondo, Se non mi trattenessero le stelle Che hanno legato il mio al tuo destino, Così che solo in te posso conoscermi. E la poesia, i sogni, il desiderio, Tutto mi spinge a te, alla tua natura, E dalla tua dipende la mia vita.

Perché ti amo
(Hermann Hesse)

Perché ti amo, di notte son venuto da te così impetuoso e titubante e tu non me potrai più dimenticare l’anima tua son venuto a rubare. Ora lei è mia – del tutto mi appartiene nel male e nel bene, dal mio impetuoso e ardito amare nessun angelo ti potrà salvare.

Quasi anonima sorridi
(Fernando Pessoa)

Quasi anonima sorridi e il sole indora i tuoi capelli. Perché per essere felici è necessario non saperlo?

Fra i rumori della folla
(Walt Whitman)

Fra i rumori della folla ce ne stiamo noi due, felici di essere insieme, parlando piano, forse nemmeno una parola.