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Le frasi palindrome sono frasi molto divertenti da leggere. Sia che si leggano nel classico senso da sinistra a destra, o da destra a sinistra, il loro significato non cambia. Ritroviamo le stesse lettere in ordine di senso, e la frase rimane invariata. Un simpatico gioco di parole con cui mettersi alla prova con amici e parenti.

Con questa raccolta, scopriamo insieme le più belle e simpatiche frasi palindrome. Un passatempo divertente per una serata in famiglia o con gli amici. Provate a scegliere alcune di queste frasi a caso (magari le più lunghe), e vedete chi si accorge per primo della loro particolarità. Ecco 100 frasi palindrome belle e famose.

Frasi Palindrome

Etna gigante.

È ressa per arraffar rare passere.

O mordo tua nuora o aro un autodromo.

Ero a Roma: amor a ore.

Avida di vita desiai ogni amore vero ma ingoiai sedativi da diva.

Erede, vai a vedere.

Eppure le ruppe.

Il re deve vederli.

Ai re solo gelati con noci: tale goloseria.

Ero a dirottar trattori da ore.

Anita fa la fatina.

Ad una vera pia donna dei simili fili misi ed annodai: pareva nuda.

Angolo bar a Bologna.

Poter esser pelato totale per essere top.

Recai piacer.

È raro passare per assaporare.

Ella, per attaccar, a esimi si mise a raccattare palle.

Or di notte giocare numeri ci remunera coi gettoni d’oro.

Era poeta e di nome Semonide. Ateo pare.

A voi goloso tale gelato solo giova.

Amo ridere di Roma.

Ai clacson nonno scalcia.

Poter essere pelato totale per essere top.

È corta e non è sadica e non è acida se non è atroce.

I brevi diverbi.

Arida secca l’arena l’erbe essa martellava.

A Milano, non a Lima.

Ettore evitava le madame lavative e rotte.

I due feudi.

Accese carboni ma cade da camino brace secca.

Trami colpo col mitra.

È romano con amore.

Anna e Otto onorarono Otto e Anna.

Ai lati della valle d’Italia.

E vide tre cortei di nani dietro certe dive.

Otterrò caffè? Beh che beffa! Corretto.

I tre sedili deserti.

È rotto, dottore?

Roma domina l’animo d’amor.

Omino nano non anonimo.

Anna di sera se c’è cesare si danna.

E la sete sale.

E le mie sei mele?

Era matto: radeva fave da rottamare.

Ero tutelata da tale tutore.

Illusa fingo sogni fasulli.

Angela lava la legna.

I cibi libici.

Idratare saliva nelle navi la sera tardi.

A Legnano corro con Angela.

Era pacifica, pare.

I topi non avevano nipoti.

Ai lati d’Italia.

Ero malato. Idiota l’amore.

I seni cinesi.

Sorella all’eros.

È ritrosa a sortire.

E Neri disse: giocavo da Padova coi gessi d’Irene.

Occorre pepe per Rocco.

Io vado solo goloso da voi.

È sorella alle rose.

E lo vedo: lei è lodevole.

In amor io diffido i Romani.

Eri un nano non annuire.

Otto siamesi vide e divise mai sotto.

Ed Irene se ne ride.

Onorati mimi m’imitarono.

Ogni tazza pazza tingo.

Era timida Anna ad imitare.

I tipici bicipiti.

Accesa pipa secca.

E con lievi viti vive il noce.

Io vado da voi.

E la ci porta la cicala tropicale.

Aceto nell’enoteca.

Il burino con i rubli.

È la morte tetro male.

I tre poco coperti.

A visitar frati si va.

Annarita la tiranna.

Amo Roma.

E la temo come tale.

I corpi di legionari debbon obbedir a noi gelidi proci.

I re sono seri.

Anna ama Otto e Otto ama Anna.

E ti diranno: donna ridi te.

Il re mette sette merli.

Avo devi amare non opporti troppo non era mai vedova.

E la mafia, sai, fa male.

Anna cala la canna.

Essa t’evita le relative tasse.

I tropici mamma! Mi ci porti?

O di Parigi rapido.

Erano usi suonare.

A Nizza la palazzina.

Attici di città.

I bar arabi.

Avidi di vita designai ogni amore vero ma ingoiai sedativi di diva.

Ero maniaca in amore.

Era donna d’annodare.